sacro monte dei nostri pegni

Questo lavoro, incentrato sul tema della legge, tratta di un episodio realmente accaduto; il furto al Monte di Pietà del Vescovado di Bologna avvenuto nel 1789, per il quale, un "nobiluomo", fu indagato senza prova alcuna. La storia, feroce e romantica al tempo stesso, narra di una caccia all’uomo, avvenuta sulla base di chiacchiere, invidie e malelingue, che portarono all’arresto del “Conte” Girolamo Lucchini, un aristocratico rinunciatario che viveva di piccoli espedienti e per proprio per questi, malvisto da tutta la gente. È il racconto di una procedura, una persecuzione, fatta di interrogatori e torture che porta alla costruzione di un’indagine scorretta, viziata dall'ignoranza della società di allora, che senza l’ammissione forzata dell’indagato, non sarebbe mai arrivata a condannarlo. Una vicenda vera, antica, che mette in risalto anche alcuni aspetti opposti dell’uomo contemporaneo: la razionalità e l’istinto, la norma e la sregolatezza, l’arbitrarietà e la parzialità, di chi è preposto per accusare e di chi puo essere soggetto a colpe; in qualsiasi momento della propria vita. Una storia di 300 anni fa, ma ancora attuale, che raccontata con un linguaggio rapido e moderno, annulla le distanze e circoscrive alcuni valori, che il tempo e le società hanno smussato, cambiato o nascosto, senza mai riuscire a eluderli. Un lavoro questo che coinvolge a loro insaputa, anche gli spettatori, sempre più coinvolti al procedere della storia, il cui regolare acquisto del biglietto, potrebbe rivelarsi fatale per l'incolumità giuridica che pende sulla testa di ognuno: anche durante lo svolgimento dello spettacolo stesso.

 

 

una produzione

Piccoli Trasporti Teatrali

 

in collaborazione con

Dams dell’Università di Bologna

Dams dell’Università di Imperia

Fondazione del Monte di Bologna

 

 
 

 

di e con

massimo manini

greta rondini

 

musiche/greta rondini (violoncello) massimo manini (fisarmonica)

luci, audio e video/basilio presti

 

regia/massimo manini