(bologna) 2 agosto, 10,25

Una bomba riposta in un’anonima valigia “volutamente dimenticata” nella sala d'aspetto della stazione ferroviaria di Bologna, esplode distruggendo un ‘intera ala dell'edificio, troncando la vita a 85 persone, ferendone 200 e segnando la vita per sempre a molte altre. Un attentato terroristico senza precedenti, che prima ancora di essere rivendicato dal terrorismo nero, viene permeato dai funzionari dello stato e dai servizi segreti, di depistaggi, calunnie, falsità e menzogne. Eppure, nonostante il dramma, le promesse mancate e le delusioni ricevute, nasce nei tanti famigliari colpiti e nella gente comune, una grande volontà di “Resistere”: alla vita e all’ingiustizia. Una “Resistenza” che il contenuto esplosivo di una valigia, riaccende al presentarsi di nuovi ostacoli: giudiziari e non. Immagini, suoni, notiziari e voci si mescolano ai movimenti, ai gesti, ai pensieri e alle parole dell’unico personaggio in scena, un vecchio “vestito del tempo passato”,  ed essenza di quell’illusione che ha creduto, combattendo in un futuro migliore per tutti, che vaga nello spazio della propria mente come un’“ombra” confusa tra le macerie. È una visione poetica, di una tragedia, che va ben oltre l’uso della parola e di una normale messa in scena: è un insieme di elementi, visivi e sonori, come quelli che echeggiano in ogni individuo di fronte alla percezione di un dramma che la mente, come può, tenta di ricostruire nel tentativo di trovare una ragione. Non solo “a quel 2 Agosto”, la cui strage è presa a simbolo, ma di qualsiasi altro Popolo e Paese che intendono Resistere: ai tempi, agli uomini e ai massacri.

 

una produzione

Piccoli Trasporti Teatrali

in coproduzione con

Teatro Dehon

 

la collaborazione di

Associazione Familiari delle Vittime

CEDOST

 

e con il patrocinio di

Comune di Bologna

Provincia di Bologna

e il contributo della

Regione Emilia-Romagna

 

 

 

 

di e con

massimo manini

luci, audio e video/basilio presti

 

regia/massimo manini